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Poesia o terapia?

April 28, 2017

 

Giorni fa in un blog mi sono imbattuta in una poesia di Neruda, autore che amo particolarmente come poeta: "No culpes a nadie" ("Non incolpar nessuno"); questa poesia mi ha colpito non solo perchè non l'avevo mai letta prima ma anche perchè nel leggerla ho trovato un'espressione di forza ed un invito ad assumersi le responsabilità della propria vita; la scrittura diretta, intensa e poetica di Neruda mi ha riportato alla mente l'approccio gestaltico alla terapia, una branca della psicologia che pone l'accento sull'importanza della dimensione del "qui e ora", sull'assunzione di responsabilità, sulla consapevolezza. Inoltre nel leggerla ho immaginato quanto faticoso possa essere leggere con serenità questa poesia per chi ha ancora bisogno di raccontare il suo passato ( e magari proverà rabbia o scoraggiamento), per chi magari sta facendo i conti oggi con estreme difficoltà ( e si sente troppo distante dalla positività), o ancora per chi  vittima di eventi ( licenziamenti, malattie, lutti, ecc.) non riesce a credere che un'ottica di responsabilità possa essergli di aiuto. Eppure, personalmente, credo che al di là di tutto, questa poesia stia ad indicare per tutti,  che anche nei momenti più bui e davanti ai vissuti più dolorosi si deve guardare quel piccolo punto di luce che di certo c'è da qualche parte e seguendolo provare a rendersi momento per momento padroni di sè e della propria vita. Credo possa essere importante sfiorare l'energia di vitalità, consapevolezza e responsabilità che emana da questi versi:

 

Non incolpare nessuno
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita.
Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.
Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
affrontala con valore e accettala.
In un modo o in un altro
è il risultato delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.
Non amareggiarti del tuo fallimento
né attribuirlo agli altri.
Accettati adesso
o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
e che nessuno è così terribile per cedere.
Non dimenticare
che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.
Apprendi dagli audaci,
dai forti
da chi non accetta compromessi,
da chi vivrà malgrado tutto
pensa meno ai tuoi problemi
e più al tuo lavoro.
I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
Impara a nascere dal dolore
e ad essere più grande, che è
il più grande degli ostacoli.
Guarda te stesso allo specchio
e sarai libero e forte
e finirai di essere una marionetta delle circostanze,
perché tu stesso sei il tuo destino.
Alzati e guarda il sole nelle mattine
e respira la luce dell'alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati, combatti, cammina,
deciditi e trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,
perché il destino
è il pretesto dei falliti.

 

 

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